La Magia del Pensiero Quotidiano Esseno

Pensiero tratto dal Salmo dell’Arcangelo Raffaele (14 :1-12) del Vangelo Esseno degli Arcangeli – Copyright ©️ – Olivier Manitara 2019

“L’uomo è l’aquilone della vita”

L’uomo dev’essere l’aquilone della vita. Il filo, è il corpo fisico. Quest’aquilone porta i 7 colori dell’arcobaleno, che sono l’anima in tutti i suoi aspetti, che unisce il cielo e la terra. Al di sopra dell’aquilone si trova lo spirito, la luce diamante vasta e infinita.

Coscientemente o incoscientemente, l’uomo cerca l’unione dello spirito e della materia, poiché aspira a scoprire, a gustare la completezza nella vita. La cordicella dell’aquilone è la materia, il suo corpo, e l’aquilone è la sua anima. Per raggiungere il suo scopo, l’uomo deve comprendere che lo spirito che cerca non si stabilisce nella cordicella, ma nell’aquilone, e anche oltre. Deve anche comprendere che i 7 colori della sua anima rivelano la presenza dello spirito‐uno in tutti i mondi sottili.

Il rosso è l’energia della vita che anima il corpo e che è più grande di questo.

L’arancio indica i sensi rivolti verso il mondo esteriore, come anche verso i mondi interiori e sottili.

Il giallo è la chiarezza nel pensiero.

Il verde è il legame magico che unisce tutte le cose fra loro nella perfezione.

Il blu è l’anima nella pace, più grande dell’io nato dalla terra.

L’indaco è la struttura di Luce perfetta, l’ordine celeste.

Il violetto è la purezza assoluta, il sacro calice aperto che può ricevere lo spirito e dargli un corpo.

Lo spirito è la luce diamante, l’origine di tutti i colori e di ogni materia. Essa prende un corpo nel violetto, si struttura nell’indaco, acquisisce un’anima nel blu, un destino nel verde, un pensiero nel giallo, dei sentimenti nell’arancio, una vitalità nel rosso, e infine prende un corpo fisico, una forma nel nero, che è la corda.

Quest’immagine dell’aquilone significa che nella sua intelligenza l’uomo dev’esser capace di percepire sia la visione ampia e infinita dello spirito, i 7 aspetti della sua anima e dei mondi sottili, che la realtà del proprio corpo, della sua forma d’essere umano e di tutte le forme che lo circondano e partecipano al suo essere.

È questa una visione ideale, poiché molto spesso l’uomo cerca lo spirito ma aspetta nei fatti che questo si modelli alla sua piccola, ristretta visione. Vuole che lo spirito abbandoni l’infinito dei mondi per restringersi al punto di venire ad abitare nello spazio dell’uomo, a collegare la terra all’aquilone come una cordicella (…).

AMIN

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